Macchie della pelle o discromie

Le discromie, comunemente dette "macchie della pelle", sono dovute ad alterazioni della pigmentazione e si dividono in ipercromie (macchie scure) e ipocromie (macchie chiare).
Sono prevalentemente le donne a soffrire di questo disturbo.
Le macchie della pelle possono rappresentare solo un inestetismo oppure essere la manifestazione clinica di malattie metaboliche o di carenza nutrizionali.


Le cause

Le iperpigmentazioni possono rappresentare l'esito di una precedente malattia dermatologica o comparire a causa dell'assunzione di farmaci, di squilibri ormonali o di un'eccessiva esposizione solare.
La valutazione della causa scatenante e' alla base di una corretta terapia; inoltre e' importante riconoscere la profondita' del pigmento per decidere come eliminarlo. La terapia delle ipocromie si avvale solitamente di fonti di irradiazione UVB a banda stretta, quali laser o luce pulsata.

Come si presentano

Molto frequenti sono nei, efelidi, lentigo e cloasmi. Spesso tali macchie si localizzano sul viso, talvolta sul tronco, come nel caso della pitiriasi versicolor.
Nelle donne di giovane eta' si riscontra il melasma, che puo' coinvolgere solo l'epidermide o anche il derma.
Tra le ipocromie piu' frequenti troviamo l'ipomelanosi guttata, che colpisce prevalentemente le gambe ed e' dovuta a fotoesposizione.
Nelle giovani donne si riconosce la pitiriasi alba, che determina chiazze chiare sfumate e spesso presenta una base atopica.
L'esposizione ai raggi solari puo' temporaneamente ripigmentare le macchie, ma al termine dell'estate esse ricompaiono.
Ancora nella stagione estiva possono formarsi chiazze bianche con tendenza alla desquamazione, a causa della moltiplicazione di un lievito che prolifera con le alte temperature e con l'umidita'.

Terapia e cure

Le opzioni terapeutiche sono varie: dal trattamento farmacolgico alla crioterapia al peeling chimico al laser q-switched.
Il primo trattamento si avvale di sostanze quali acido cogico, arbutina, tiolisina;
il secondo utilizza l'azione di protossido d'azoto o azoto liquido e il terzo trattamento agisce tramite sostanze esfolianti come l'acido tricloroacetico.
Infine, il trattamento laser permette grazie all'emissione di impulsi inferiori ad un millisecondo di colpire in maniera selettiva le cellule contenenti melanina.